Blindati per allodole

Per comprendere quanto avvenuto ieri riguardo ai blindati al Brennero potrebbe essere utile fare un passo indietro. Era il 9 settembre del 2002 quando in Italia entrava in vigore la legge “Bossi-Fini  fortemente voluta dai due leader della destra italiana che la marchiarono col proprio nome. Una legge che doveva porre fine all'”invasione” dei migranti e riportare la sicurezza nelle strade. Una legge ancora in vigore a quasi quindici anni di distanza. Nel frattempo gli arrivi di immigrati “clandestini” in Italia sono passati dai 23.719 del 2002 ai 181.436 del 2016 (dati Ministero Interno). Ovviamente sarebbe ingiusto scaricare tutte le responsabilità su Umberto Bossi e su Gianfranco Fini, ma forse è utile interrogarsi sulle loro fortune politiche. Tornando alla questione principale, per un quadro completo occorre allargare lo sguardo almeno all’Europa e tornare al 1995, quando è entrato in vigore il trattato di Schengen che, nel tentativo di creare una zona di libera circolazione all’interno dell’Unione Europea, si è trasformato in un accordo di polizia per il rafforzamento delle frontiere esterne. Perchè i paesi che non avessero intensificato i controlli esterni non avrebbero potuto aderire a Schengen. Non a caso, i lavori per il primo muro europeo, quello di Ceuta e Melilla (pagati anche con i soldi dell’Unione Europea) sono iniziati nell’autunno del 1995. (Per dati e contesto si veda qui).

La questione immigrazione si è, però, spesso confusa (più o meno forzatamente) con la questione “terrorismo”. Non è un caso che la legge Bossi Fini sia entrata in vigore esattamente un anno dopo l’11 settembre, giorno del 2001 in cui quattro attacchi suicidi causarono la morte di 2.996 persone. Attentati compiuti da un egiziano, un libanese, due cittadini degli Emirati Arabi e da dieci sauditi che spinsero l’amministrazione statunitense a una risposta dura e violenta per tranquillizzare i cittadini americani. Il presidente George W. Bush, noto per la sua lungimiranza (vedi foto) decise quindi di attaccare … l’Afghanistan e successivamente l’Iraq e di imporre severissimi controlli negli aeroporti, quelli che ancora oggi ci costringono a fare le vacanze con i capelli sporchi per centellinare gli shampoo.
Una risposta che ha consegnato mezzo Iraq nelle mani dell’Isis e ha diffuso l’integralismo dall’Afghanistan ai paesi limitrofi, in primis il Pakistan.

Nei fatti, le risposte politiche a terrorismo e immigrazione si sono dimostrate inutili e controproducenti ma l’obiettivo principale era, appunto, quello di rassicurare gli elettori. E’ evidente che molti pensano che questa tecnica funzioni visto che si continua a pensare all’elettorato invece che alla soluzione del problema.
E’ questo che spinge il ministro della difesa austriaco, il socialdemocratico (sic!) Peter Doskozil, ad annunciare di aver mandato soldati e blindati al Brennero. Intende cannoneggiare chi passa il Brennero senza documenti? Ovviamente no, ma tra poco si vota e Doskozil spera di agguantare qualche voto a destra. Evidentemente la presidenza Hollande non ha insegnato nulla e così si continua a rispondere a questioni fondamentali di convivenza civile con il marketing elettorale.

Gli esempi sono numerosi: un camion investe la folla al mercatino di Natale di Berlino? A Bolzano si blinda il Christkindlmarkt con mezzi speciali di polizia e si chiudono le strade attorno a piazza Walther. Passato il Natale, fortunatamente, tutto torna come prima, anche nei mercati settimanali. A Bruxelles si fanno attentati negli aeroporti e a Parigi nei locali del centro? Si manda l’esercito con soldati dotati di lunghi fucili d’assalto per tranquillizzare i visitatori e i turisti. Militari equipaggiati con armi da guerra, che sono evidentemente inutili, se non controproducenti, in caso di attentati di kamikaze in mezzo alla folla. L’elenco di questi “specchietti per le allodole” potrebbe continuare a lungo e probabilmente andrebbe aggiornato ogni settimana. L’elezione di Trump e la “brexit” farebbero pensare che, nonostante tutto, funzionino. Forse varrebbe la pena di valutare anche un altro punto di vista, quelle delle elezioni nelle città maggiormente colpite dal terrorismo. Il sindaco di Londra è il musulmano di origine pachistane Sadiq Khan. Il sindaco di New York è Bill de Blasio esponente dell’ala sinistra del Partito Democratico. Il sindaco di Parigi è una “sindaca”. Anne Hidalgo, nata in Spagna. Nelle ultime elezioni presidenziali francesi, quelle che hanno visto il trionfo dell'”europeista” Emmanuel Macron, il Fronte Nazionale di Marine Le Pen ha ottenuto il 4,99% dei voti degli elettori della capitale francese. A Londra il il 59,93% degli elettori ha votato contro la Brexit. Ma non è detto che il mondo del futuro venga deciso a Londra, Parigi o New York. Magari si decide in Tirolo.

 

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