Nulla è come sembra

Foto Luca Meneghel

Nulla è come sembra in “Mature content” l’esposizione di opere dell’artista israeliana Keren Cytter che Museion ospiterà fino al prossimo 28 aprile.
“Il cappotto” non è un racconto di Gogol (ma un video su un anomalo triangolo amoroso), “Il processo” non è un romanzo di Kafka (ma una poesia), “Four Season” non è un hotel, “Der Spiegel” non è un settimanale e “la Fattoria degli animali” non è una profezia orwelliana ma un disegno a matita e pennarelli. Tutto, o quasi, è evidentemente dissimulato, riciclato e riutilizzato secondo l’estro del momento: dai classici alle forme d’arte, dalle parole agli oggetti, fino ai roditori che belano invece di squittire.
Letizia Ragaglia, direttrice di Museion e curatrice della mostra, ha definito Keren Cytter: “Una rielaboratrice compulsiva. Nei suoi montaggi di impressioni, ricordi e fantasie, i personaggi si muovono in ambientazioni domestiche, solo apparentemente rassicuranti, mentre utilizza precise strategie narrative come lo straniamento e la ripetizione ossessiva”.
L’ispirazione può quindi venire dai Teletubbies come dal cinema di Michelangelo Antonioni senza gerarchie, senza senso apparente, perché nulla è come sembra e così deve essere. Come noto, la realtà è solo nella mente degli uomini.
Nello specifico, l’esposizione presentata a Museion utilizza quasi esclusivamente le pareti della sala del quarto piano per raccontare tre diversi fase della vita, l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta. Sezioni che si trovano oltre le pareti, mentre i quadri vi sono ovviamente appesi e le pareti trasparenti sono state riempite di disegni a pennarello della stessa Cytter.
Lo spazio interno della sala resta quindi praticamente vuoto, non fosse per quattro stendardi del movimento A.p.e. e uno schermo che scendono dal soffitto.

Il titolo “Mature content” si rifa agli avvisi dei film per “soli adulti”, ma l’esposizione sembra piuttosto dedicata agli “adulti soli”, capaci di osservare tutto quello che li circonda senza farsi toccare o avvicinare da alcunché. I bambini e gli adolescenti hanno, per fortuna, i loro spazi riservati, confortevoli tane che sembrano essere anche i luoghi preferiti di un’artista schiva come pochissime, troppo impegnata a inseguire i propri pensieri fino in fondo per badare a formalismi ed apparenze.

Un’artista che apprezza le rose ma che le mette in pentola anche se non deve cucinarle. Forse perché manca un vaso, forse perché a Keren Cytter andava così.

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