Una variazione di Kafka (di Adriano Sofri)

“Una variazione di Kafka” (Sellerio 2018) è la cronaca di un fervore, quello che ha preso l’autore, Adriano Sofri, quando ha scoperto che qualcuno aveva scambiato “lampioni” per “tram” nel tradurre la Metamorfosi di Kafka. Sulle due sillabe di differenza tra Strassenbahn a Strassenlampen, Sofri ha, infatti, scritto duecento pagine di filologia laica per scoprire da dove fosse partito quell’apparente strafalcione. Il risultato è un saggio che qualcuno ha definito un giallo ma che assomiglia maggiormente a una caccia al tesoro, anzi ai tesori, perché Sofri ne scova parecchi viaggiando tra le varie traduzioni, non solo italiane, della Metamorfosi.

Una caccia al tesoro che ci porta al cospetto di Borges, Gombrowicz, Joyce, Goethe e, ovviamente, di Primo Levi che ha tradotto per Einaudi “Il processo”. Al lavoro di traduttore, Levi ha dedicato un capitolo de “L’altrui mestiere” che lo stesso Sofri probabilmente apprezza e di cui vale la pena riprendere un estratto: “L’autore che si trova davanti a sé una sua pagina tradotta in una lingua che non conosce – scrive Levi – si sente volta a volta, o a un tempo, lusingato, tradito, nobilitato, radiografato, castrato, piallato, stuprato, adornato, ucciso. È raro che resti indifferente nei confronti del traduttore, conosciuto o sconosciuto, che ha cacciato naso e dita nelle sue viscere: gli manderebbe volentieri, volta a volta o a un tempo, il suo cuore debitamente imballato, un assegno, una corona di lauro o i padrini”.
Ecco, non sappiamo cosa Kafka avrebbe inviato a chi ha scambiato lampioni per tram nel tradurre la sua Metamorfosi, ma possiamo immaginare come avrebbe reagito nel leggere il libro di Sofri: sorridendo, forse addirittura con una risata. Perché Sofri ha letto con attenzione maniacale la Metamorfosi ma ha deciso di dedicare tutta la sua attenzione ai tram che si trasformano in lampioni e non all’uomo che si trasforma in scarafaggio (o scarabeo?). Sofri si mostra così più kafkiano dello stesso Kafka che, ricordiamolo, descrive un Gregor Samsa che, nonostante la trasformazione in un ripugnante insetto, si preoccupa di arrivare in orario al lavoro e di mettere in ordine il campionario da commesso viaggiatore.

Ps: piccola nota personale. Anche io, in passato, mi sono accorto di un errore di traduzione di un libro di uno scrittore praghese. Era Milan Kundera, ma invece di lanciarmi una appassionata ricerca filologica mi limitai a segnalarlo all’autore. Kundera mi rispose gentilmente ringraziandomi di aver fatto rinascere le rose nel suo “Il libro del riso e dell’oblio”. Io mi sono sentito molto gratificato, ma evidentemente ho perso un’occasione.

Un estratto dell’incontro del 28 novembre a Bolzano:

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2 Responses to Una variazione di Kafka (di Adriano Sofri)

  1. annamaria matteucci scrive:

    vorrei avere le foto dell’evento o dove possa trovarle, grazie.

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