Europa Cabaret: l’orgoglio di essere bastardi dentro

MoniQue Foto 2019 – MONICA CONDINI EUROPA CABARET

Europa Cabaret di Michele De Vita Conti e Roberto Cavosi parte da una premessa esplicita enunciata ancor prima che gli spettatori entrino in sala: siamo tutti nati dallo stupro di Europa da parte di Zeus. Siamo tutti figli di una principessa mediorientale e di un dio greco trasformatosi in un toro bianco (non casualmente interpretato da un attore nero).
Detto altrimenti, siamo “bastardi dentro” e lo spettacolo suggerisce che i danni e le tragedie maggiori della storia del Vecchio Continente siano nati proprio quando abbiamo deciso di rinnegare queste origini, quando ci siamo presi troppo sul serio e abbiamo organizzato crociate, rivoluzioni e persecuzioni fino a punire chi prova a salvare esseri umani.
Gli autori, i registi e gli attori di “Europa Cabaret” hanno scelto di raccontarci un’Europa sgangherata, caciarona e folle, comunque preferibile a quella costruita su cittadini trasformati in carne da macello da sovrani e sovranisti. Un’Europa narrata attraverso momenti, personaggi e situazioni leggendarie. Ci viene ricordato, per esempio, di quando Papa Pio II (“Quand’ero Enea, nessun mi conoscea. Or che son Pio, tutti mi chiaman zio“) decise di scrivere una lettera al Sultano Maometto II in cui gli offriva il titolo di imperatore romano perchè, a suo avviso, i sovrani europei non ne erano degni. Ma c’è spazio anche per i poeti ghigliottinati dai giacobini come Andrè Chenier raccontato attraverso le sue dolorose coliche e pure Adolf Eichmann alle prese con una cena di famiglia con dialoghi e canzoni che stridono in sala come gessi sulla lavagna. Contemporaneamente, imperversa un Immanuel Kant già stravolto dall’Alzheimer, ridotto a sfornare citazioni e banalità assolutamente fuori contesto, trasformato in una sorta di versione simpatica di Diego Fusaro.
Gli autori non hanno dimenticato l’Europa di oggi, quella in cui i quiz televisivi e i “like” sono più importanti della Brexit o dell’unificazione politica, ma evitano come la peste quell’indignazione che è ormai concime quotidiano del cittadino insoddisfatto e, anzi, sembrano preferire l’effimero alla serietà che tanti guai ha portato nei secoli passati. Perchè hanno compreso che il potere di oggi, soprattutto quello politico, soprattutto quello italiano, non può essere preso sul serio. Lo si può solo sbeffeggiare perchè una singola risata è più che sufficiente a seppellirlo. Ben venga, quindi, il conte transilvano (più trans che Silvano a dire il vero) Vlad III di Valacchia meglio noto come Dracula. Dismessa l’ormai inutile dentatura da vampiro, il nobile rumeno si dedica oggi al giardinaggio ed usa il sangue solo per innaffiare i suoi fiori prediletti. Perfetto simbolo dei sovranisti di oggi, aspiranti dittatori a cui basta un cocktail o l’odore del sesso per dimenticare ogni ambizione.

In conclusione, “Europa Cabaret” è uno spettacolo divertente quanto assurdo e sgangherato, che in una città come Bolzano potrebbe persino irritare qualcuno, ma come sosteneva Karl Kraus, solo le satire che il potere comprende devono essere proibite. L’intero cast dovrebbe, quindi, poter dormire sonni tranquilli.
Agli spettatori resta solo il rammarico di aver assistito a due spettacoli (“La Diva Europa” e “L’Europa su Marte”) invece che a una sintesi che li valorizzasse insieme, ma anche questo è molto europeo. Gli attori, invece, non vivendo più in tempi in cui li si porta in trionfo, andrebbero almeno portati a cena. Auspicando che lo spirito dei Monty Python che aleggia sullo spettacolo non li segua fino al ristorante.

Europa Cabaret
“La diva Europa” di Michele De Vita Conti
“L’Europa su Marte” di Roberto Cavosi
Regia di Serena Sinigaglia e Carlos Martín

Con Fabio Bussotti, Milutin Dapcevic, Rufin Doh, Balbino Lacosta, Maria Pilar Perez Aspa, Marcela Serli, Karin Verdorfer e Sandra Zoccolan
Scenografia: Maria Spazzi
Costumi: Katarina Vukcevic
Luci: Gerardo Buzzanca
Colonna sonora: Roberta Faiolo

Una produzione nata dalla collaborazione tra il Teatro Stabile di Bolzano, e Vereinigte Bühnen Bozen, Patronato Municipal Artes Escénicas y de la Imagen e Teatro del Temple di Saragozza

Repliche al Centro Culturale Trevi (via Cappuccini 28) dall’8 ottobre al 10 novembre dal martedì al sabato alle 20.30 e domenica alle 16. (Lunedì riposo). L’ingresso è gratuito previa prenotazione telefonica al numero 0471 053800 o via mail all’indirizzo info@ticket.bz.it

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