Piccoli crimini coniugali (recensione)

Di Michele Placido con Michele Placido e Anna Bonaiuto

“Piccoli crimini coniugali”, in scena fino a domenica 27 gennaio al Comunale di Bolzano, è una notissima commedia scritta da Éric-Emmanuel Schmitt andata in scena per la prima volta a Parigi nel 2003 (protagonisti erano Charlotte Rampling e Bernard Giraudeau) Tradotta in sedici lingue è stata portata sul “grande schermo” da Alex Infascelli e interpretata da Margherita Buy e Sergio Castellitto.
Il grande successo di “Piccoli crimini coniugali” è dovuto essenzialmente alla brillantezza del testo, ad alcuni “ammiccamenti” e al fatto di essere praticamente “tarato” sul nucleo forte del pubblico teatrale europeo. Protagonista è, infatti, una coppia di mezza età alle prese con una relazione lunga e logorata (che non significa logorante) che, apparentemente, torna a vivere grazie a un incidente che si rivelerà qualcosa di molto diverso. Il pubblico ha quindi la possibilità di vedersi messo in scena con maggiore immediatezza e può osservare senza filtri le nevrosi e le tensioni che inevitabilmente un lungo rapporto di coppia è in grado di generare.
Da questo punto di vista, la commedia, anche nella versione portata in scena da Michele Placido e Anna Bonaiuto, non delude le attese.
Dopo aver mostrato quanto il passato di ognuno di noi finisca per condizionare quasi interamente la nostra quotidianità (soprattutto in un paese “anziano” e sfiduciato come il nostro) evidenzia come la regola principale di ogni rapporto stia nell’accettare l’incertezza.
L’unica che ci stimola a ripartire, a non seppellire sotto le convenzioni e la routine il rapporto con la persona che ci conosce meglio di chiunque altro e che spesso non vedrebbe l’ora di essere felice proprio con noi.
La regia, giustamente, non calca la mano, preferisce la leggerezza. E’ una decisione saggia che permette al pubblico di poter valutare l’insieme dello spettacolo senza farsi “abbindolare” dalle numerose frasi a effetto.
Perché è vero che Anna Bonaiuto e Michele Placido (che sono bravissimi ma lo sappiamo da tempo) sembrano interpretare una coppia di matti, ma siamo così sicuri che i nostri rapporti siano poi così normali e che, nel caso, ci sia da esserne orgogliosi?

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