Sordi al “Rumore di acque”

Un intenso “Rumore di acque” ha provato a rompere la spessa “colata di silenzio” che ricopre la tragedia delle migliaia di migranti morti nell’attraversamento del Mediterraneo. Lo spettacolo di Marco Martinelli, andato in scena venerdì sera al teatro Comunale di Bolzano, è stato magnificamente interpretato da Alessandro Renda sostenuto unicamente dalle azzeccatissime musiche eseguite dal vivo dai fratelli Mancuso. Una sorta di “radio dagli abissi” che Renda ha impersonato al meglio nel suo ruolo di funzionario del “ministero dell’inferno”. Un moderno “Adolf Eichmann” reo confesso che, per gran parte al buio e fermo sulle proprie gambe, si è sbracciato in una “predica” rivolta al silenzioso pubblico, lo stesso che ogni giorno, “muto come un pesce” ascolta al Tg il bollettino dei migranti morti, degli scafi affondati su cui siamo da tempo scafati e non schifati. Il palco si è illuminato solo per pochi minuti, in occasione della dura invettiva del funzionario “generale” contro i pesci, muti e indifferenti, che si cibano dei resti delle vittime, ingrassandosi sulla tragedia quotidiana dei profughi da fame e guerra contro cui vengono inviate apposite motovedette per eseguire l’apprezzatissima politica dei respingimenti. Alla fine dello spettacolo molti applausi per gli interpreti. Nessuno ha controllato che al posto delle mani siano cresciute delle pinne, il rumore non sarebbe stato tanto diverso.

Massimiliano Boschi

Recensione pubblicata dal Corriere dell’Alto Adige del 14/4/2013

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